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Bollo auto, sospeso non abolito: attenti alle parole

Il commento di oggi riguarda la sospensione del bollo auto per il 2027. Non è abolizione ma sospensione: dirlo bene evita danni peggiori della smentita. Giusto sospenderlo per le utilitarie, ma serve agire sul prezzo del carburante.


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Il commento di oggi riguarda la sospensione del bollo auto per il 2027. Il Consiglio dei ministri ha annunciato l’esenzione, e in tanti l’hanno già raccontata come un’abolizione definitiva. Non lo è. Il decreto approvato vale per i versamenti in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, punto. Ci sono indiscrezioni su una possibile trasformazione in misura strutturale, ma restano indiscrezioni, non norma. In un’epoca in cui basta un clic per verificare qualunque affermazione, continuare a vendere una sospensione come un’abolizione è un errore che si paga caro: prima o poi arriva la smentita, e la smentita fa più danno della notizia vera raccontata bene fin dall’inizio. Se il messaggio fosse stato onesto da subito, “sospendiamo il bollo per un anno, e vediamo come va”, nessuno si sarebbe sentito preso in giro tra dodici mesi.

Giusto aiutare chi ha un’utilitaria, non chi ha sbagliato i conti

Detto questo, nel merito la misura mi convince. Fissare la soglia a 80 kW, poco più di 100 cavalli, significa intercettare le auto di uso quotidiano, quelle su cui la fascia di popolazione con meno margine economico si appoggia davvero. Non è un regalo trasversale, è un aiuto mirato. Poi certo, c’è chi obietterà: “e se compro un’auto a rate pur sapendo di non potermela permettere?”. Ecco, quello non è un problema che riguarda il Governo. Se decidiamo di indebitarci per un’auto sopra le nostre possibilità, la responsabilità è nostra, non di chi scrive le norme fiscali. Lo Stato può alleggerire il carico su chi guida un’utilitaria per necessità, non può e non deve farsi carico delle scelte sbagliate di ciascuno.

Il vero nodo resta il prezzo del carburante

Resta però uno snodo che il decreto, da solo, non risolve: il prezzo del carburante. Bene lo sgravio sul bollo, ma è una tantum che vale un anno su una spesa fissa annuale; il pieno, invece, lo paghiamo ogni settimana, indipendentemente dal tipo di auto che guidiamo. E qui la proroga sul taglio delle accise diesel, che nello stesso decreto scende da 17 a 12,2 centesimi e poi a 6,1, va nella direzione opposta a quella che servirebbe davvero alle famiglie. Se l’obiettivo è ridurre il peso della mobilità sui bilanci domestici, il bollo è solo un pezzo del problema: il carburante incide molto di più, tutti i mesi, su chi possiede l’utilitaria esente quanto su chi guida un’auto più grande. Finché non si mette mano lì, la sospensione del bollo resta un gesto simbolico, utile ma non risolutivo.

Io ve l’ho detto.