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Prima il caldo, ora la pioggia: Roma non è mai contenta

Il commento di oggi riguarda il nubifragio che ha allagato Roma e il litorale: fino a ieri tutti chiedevano pioggia, oggi si lamentano perché è arrivata.


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Il commento di oggi riguarda il nubifragio che ha travolto Roma e il litorale dopo giorni di caldo asfissiante, e la reazione social che ne è seguita che aspettavo al varco.

Fino a ieri il problema era il sole

Fino a ieri il sole non dava tregua a nessuno. Temperature altissime, afa opprimente, e sotto ogni post meteo la stessa litania: basta, non se ne può più, speriamo che piova presto. Erano quasi cento giorni che non pioveva così forte da queste parti, e la richiesta collettiva era chiarissima: un temporale vero, capace di spezzare l’afa e restituire un po’ d’aria respirabile. Poi oggi è arrivato esattamente quello che in tanti chiedevano: un nubifragio importante, con raffiche di vento e fulmini, che si è abbattuto su Roma e in particolare sul litorale con una violenza fuori dal comune.

Oggi il problema è la pioggia

E cosa è successo, puntualmente? Le strade si sono allagate, i tombini non hanno retto, ci sono stati disagi reali per chi era in macchina o doveva rientrare a casa. Va detto con chiarezza: nessuno nega il disagio di trovarsi con l’acqua alla caviglia in mezzo alla strada, e chi ha avuto danni o è rimasto bloccato ha tutto il diritto di essere arrabbiato. Ma la causa è semplice ed è la stessa che chiedevamo tutti fino a ventiquattr’ore prima: una grande quantità d’acqua caduta in poco tempo su una città che da mesi non vedeva una goccia. Non è un complotto contro gli automobilisti romani, è meteorologia.

E infatti sono arrivate puntuali le foto dei lettori: strade trasformate in fiumi, tombini sigillati, auto in panne ovunque. Fin qui niente di strano, è cronaca ordinaria di un evento straordinario. Il problema è il tono con cui arriva: post ultra arrabbiati, indignazione generale, come se piovesse fosse una sorpresa o un torto subito. La stessa gente che ieri invocava piogge torrenziali per liberarsi dal caldo, oggi si scaglia contro la pioggia come fosse un affronto personale e imprevedibile.

Ma ci fate o ci siete

Ecco, io un dubbio ce l’ho, e lo dico senza troppi giri di parole: ma ci fate o ci siete? Non si può passare settimane a chiedere il temporale sui social e poi arrabbiarsi perché il temporale, appunto, quando arriva non bussa con delicatezza. O si accetta che un evento atmosferico intenso porti con sé conseguenze concrete e a volte spiacevoli, oppure si smette di invocarlo ogni volta che il termometro sale sopra i trentacinque gradi.

Il punto vero, che in pochi vogliono ammettere, è un altro: questa città fatica a reggere anche gli eventi meteo più “normali” per il periodo, che siano ondate di calore prolungate o piogge intense dopo una lunga siccità. Ma prendersela con la pioggia in sé, invece che con una manutenzione urbana e un sistema di drenaggio che non tengono il passo nemmeno con un temporale atteso, è la strada più comoda e la meno utile di tutte. Prima di lamentarsi del meteo, forse converrebbe decidere una buona volta cosa si vuole davvero.