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Auto più sicure ma più care: la vera sicurezza è altrove

Il commento di oggi riguarda l'obbligo di nuovi sistemi di sicurezza sulle auto, che rischia di alzare i prezzi senza toccare il vero problema.


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Il commento di oggi riguarda l’Emergency Stop Signal, il lampeggio automatico dello stop che dal 7 luglio diventa obbligatorio su tutte le auto nuove immatricolate nell’Unione Europea. Ottima notizia, sulla carta: meno tamponamenti, qualche metro in più per frenare, statistiche che migliorano. Però c’è un problema che nessuno sembra voler guardare in faccia, e cioè che continuiamo ad aggiungere scatole nere, sensori, assistenti di velocità e predisposizioni per l’alcolock come se la sicurezza stradale si comprasse al concessionario.

Il prezzo del nuovo è già fuori portata

Partiamo da un dato che conosce chiunque sia andato a guardare un listino negli ultimi anni: comprare un’auto nuova oggi è diventato un lusso, non la normalità. E non parlo solo del prezzo d’acquisto, che già di per sé scoraggia, ma di tutto quello che ci gira intorno: bollo, assicurazione, manutenzione di sistemi sempre più sofisticati che, quando si rompono, costano una fortuna per essere riparati. Ogni nuovo dispositivo obbligatorio per legge è giusto e sensato preso singolarmente, ma la somma di tutti questi obblighi sta trasformando l’auto nuova in un prodotto per pochi, lasciando per strada, letteralmente, chi continua a guidare vetture vecchie di vent’anni perché non ha altra scelta. E la sicurezza, in teoria, dovrebbe essere un diritto di tutti, non un accessorio premium.

La sicurezza si insegna, non si installa

Se l’obiettivo reale è ridurre gli incidenti, il punto di partenza non può essere la dotazione elettronica del veicolo, ma chi sta dietro al volante. Le scuole guida italiane restano in larga parte un esamificio teorico, dove si studiano a memoria le distanze di frenata sui libri ma non si insegna davvero a gestire un’emergenza vera, un fondo bagnato, un sorpasso azzardato. Servirebbe una riforma seria della formazione alla guida, con più ore di pratica, più simulazioni di situazioni di pericolo reale, e meno quiz a crocette. Un sistema che fa lampeggiare lo stop più in fretta è utile, ma non insegna a nessuno a non tamponare: lo fa solo un po’ meno grave quando succede.

Il vero pericolo è nel cruscotto, non fuori

E poi c’è l’elefante nella stanza che nessun regolamento europeo sembra voler affrontare con la stessa urgenza: il telefono alla guida. Basta fermarsi a un semaforo per vedere quante persone hanno gli occhi sullo schermo invece che sulla strada, tra TikTok, messaggi vocali e storie su Instagram. I numeri sugli incidenti mortali legati alla distrazione parlano chiaro, eppure l’unica vera innovazione tecnologica che servirebbe, un sistema capace di inibire l’uso del cellulare mentre si guida, non è nemmeno nella lista degli obblighi. Si preferisce intervenire su tutto quello che è misurabile e installabile, piuttosto che su quello che richiederebbe scelte impopolari e controlli reali.

La sicurezza stradale non si compra in concessionaria, si costruisce con l’educazione, la pratica e un po’ di buon senso che nessun sensore può sostituire. Continuare ad aggiungere tecnologia senza toccare la formazione e la distrazione al volante è come metterci un cerotto sopra una ferita che continua a sanguinare sotto.

Io ve l’ho detto.