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L’intelligenza artificiale non vi salverà dall’essere voi stessi

Il commento di oggi riguarda l'uso dell'intelligenza artificiale sui social. Scrivere bene grazie all'AI va bene, ma fingere di essere ciò che non si è è un'altra storia.


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Il commento di oggi riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale sui social, e più precisamente il fenomeno che sto osservando con crescente fastidio: persone che fino a ieri scrivevano come mia zia quando compila un modulo della ASL, e che oggi sfornano analisi geopolitiche degne di un ambasciatore all’ONU. Il punto non è che usino l’AI  questo, in sé, non mi scandalizza. Il punto è che non se ne accorgono nemmeno loro stessi di quanto stiano recitando una parte che non gli appartiene. E gli altri, invece, se ne accorgono eccome.

Sia chiaro: l’intelligenza artificiale è uno strumento, non una maschera. Se la usi per scrivere meglio ciò che pensi davvero, benissimo, se la usi per sembrare qualcuno che non sei, hai un problema  e quel problema si chiama credibilità. Un imbianchino (con tutto il rispetto del mondo per chi fa quel mestiere, che richiede competenza, occhio e anni di pratica) che all’improvviso posta disquisizioni sulla geopolitica del Medio Oriente fa esattamente la stessa figura del politico che posta ricette di cucina pensando di sembrare umano: nessuno ci crede, e tutti ci ridono dietro.

Usatela bene, o non usatela

La soluzione non è smettere di usare l’AI, la soluzione è usarla con un minimo di intelligenza, quella vera, quella vostra. Se fai l’imbianchino, fai scrivere all’AI del tuo lavoro: i trucchi del mestiere, come scegliere le vernici giuste, come preparare una superficie, come abbinare i colori senza sbagliare. Contenuti che vengono dalla tua esperienza reale, che l’AI può solo aiutarti a mettere in ordine, non inventare dal nulla. Quello è uso corretto dello strumento, quello costruisce autorevolezza, non la demolisce.

Il problema degli asterischi e delle emoji

E poi c’è la questione tecnica, che è quasi comica. Avete presente quando ChatGPT formatta il testo con gli asterischi per indicare il grassetto, e qualcuno li incolla direttamente nel post senza ripulirli? Ecco, quelli rimangono lì, nudi e crudi, come una firma involontaria. Insieme alle emoji sparate a caso, alle frasi cortissime che vanno a capo ogni due parole, quello stile spezzettato, telegraficо, che è l’impronta digitale di un testo generato e non revisionato. Il risultato è che si leggono migliaia di post tutti uguali, con la stessa struttura, lo stesso ritmo, la stessa assenza di personalità. L’AI, usata così, non amplifica la vostra voce: la cancella e voi, con le vostre mani, state contribuendo a rendervi irrilevanti. Io ve l’ho detto.