Il commento di oggi riguarda le critiche piovute su Georgina Rodriguez per delle semplici foto in bikini in barca. Niente di scandaloso, niente di provocatorio: una donna in vacanza. Eppure è bastato questo perché sotto ai post si scatenasse il solito plotone di giudici da tastiera, pronti a sentenziare che è “grassa”. Georgina ha risposto con una riflessione pubblica, chiedendo semplicemente chi abbia mai stabilito qual è il corpo giusto e ricordando che il proprio valore non può dipendere dall’opinione di sconosciuti. Una critica costruttiva, quando arriva da chi ha competenza per farla, la capisco e la accetto. Ma qui non c’è nulla di costruttivo: c’è solo un corpo femminile messo sotto processo per il gusto di farlo.
Le prime aguzzine di sé stesse
Ed è qui che la faccenda si fa davvero deprimente, perché scorrendo i commenti sotto quei post — e sotto mille altri post simili, ogni singola estate — a scagliare la pietra sono in gran parte altre donne. Ci si aspetterebbe fronte comune contro il bodyshaming, solidarietà tra chi quel giudizio lo subisce ogni giorno sulla propria pelle. Invece succede l’esatto contrario: sono le donne stesse a farsi aguzzine di altre donne, misurando corpi altrui con lo stesso metro spietato con cui evidentemente misurano il proprio. È un cortocircuito che dice più sul disagio di chi scrive quei commenti che sul corpo di chi li riceve. Non è più questione di canoni imposti dall’esterno: è un’interiorizzazione talmente profonda dello standard che si finisce per farsi carnefici di chi quello standard prova, anche solo per un attimo, a ignorarlo.
Ognuno si guardi il proprio corpo
Quello che salva la giornata, in questa storia, è la reazione di Georgina: ha preso i commenti e le commentatrici per le corna e ha risposto con lucidità, senza scendere nello scontro, senza vittimismo e senza cattiveria di ritorno. Ha semplicemente rivendicato il diritto a un corpo che cambia, che vive, che non deve rendere conto a nessuno. Ed è la risposta più giusta possibile, perché l’unico modo per disinnescare chi giudica il fisico altrui è non dargli soddisfazione, restare centrati su di sé. Il principio, in fondo, è semplice e vale per tutti, uomini e donne: ognuno si guardi il proprio corpo, prima di sentenziare su quello degli altri.
Io ve l’ho detto.